Post in evidenza

Audio "Lettera aperta al mio compagno ed a qualsiasi uomo"

lunedì 28 gennaio 2019

Lettera aperta all' Accademia della Crusca

#sonolavoce

Riflessioni sulla decadenza della lingua italiana, che voi incoraggiate.


Uscitemi il vaso sennò a me mi si appassisce il fiore e perde la petalosità.



Buongiorno,

sono un’ amante della lingua italiana e come tale avrei alcune domande da porVi visto il modo in cui state trattando la suddetta.
Dopo l’approvazione del termine “petaloso” ho capito che con voi lingua italiana, con l’arrivo del nuovo millennio, sta letteralmente naufragando nelle più profondi vortici dell’ignoranza.
Ieri, dopo aver letto le testate nazionali più famose, ho capito quanto Voi abbiate toccato il fondo.
In particolare modo mi riferisco a Vittorio Coletti e la sua risposta in merito all’utilizzo corretto o meno di “Scendere il cane” ed “Uscire il bambino”. Se queste locazioni sono ammesse in usi regionali e popolari (non sempre più estesi )Vi vorrei ricordare che la lingua italiana è una e nazionale!!!
Voi a maggior ragione dovreste riportare l’italiano al livello culturale che ogni lingua merita, non farlo diventare un patois di orrori lessicali e grammaticali espressi da chiunque Vi scriva.
Altrimenti date la Vostra benedizione anche ad un termine ampiamente utilizzato nel parlato e rendetelo lecito anche nella lingua scritta e nei documenti ufficiali: “coso”.
Rimando sempre più allibita, cordialmente.







Angela De Luca



i diritti dell' immagine sono del propietario.

12 commenti:

  1. Cara Angela, consiglio la lettura di http://blog.terminologiaetc.it/2019/01/28/uscire-sedere-costruzione-transitiva/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il consiglio ben accetto, ma l’antitesi non può mancare.
      Come da articolo suggerito: "siedi il bambino" [...] "ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali". Deduco quindi che grazie al fattore della concisione possiamo sdoganare qualsiasi espressione sorvolando la grammatica? Quindi l’uso del termine “coso” riferito ad ogni oggetto non semplifica ugualmente ed è efficacie allo stesso tempo? Preciso che nei miei discorsi non mi riferisco ai neologismi, che in quanto condizionatI dal tempo, sono giustamente inseriti nel vocabolario (nonostante alcuni siano sindacabili).
      Sia ben chiaro, né voglio diventare né tanto meno mi identifico in una "grammarnazi”, tuttavia a differenza di quanto scritto,rimango del parere che la grammatica ha dei precisi registri e norme linguistiche che devono essere rispettate.

      Elimina
  2. Una lingua che non si evolve e rifiuta ogni apporto esterno, è una lingua morta. Ma se si evolve e cambia troppo rapidamente, accettando dall'estero tutto, brillanti e spazzatura, rischia di perdere la sua individualità, e di morire per altra via.

    RispondiElimina
  3. Cìè da chiedersi se la crusca ha ancora senso di esistere.
    Maurizio - Rovigo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oppure basta mettere ai vertici personalità dal carisma di una volta, che non si lasci infleunzare troppo dall'evoluzione del gergo comune.
      Riccardo Leoni da Varese

      Elimina
    2. L' Accademia della Crusca per come sta andando in questo ultimo periodo mi sa tanto di zona di ritrovo per pochi eletti spocchiosi che nulla hanno a che vedere con la grandiosità del passato.

      Elimina
    3. Dante, Leopardi, Pascoli e Carducci si stanno rivoltando nella tomba... :)

      Riccardo Leoni

      Elimina
    4. Ahi Crusca, di dolore ostello,
      nave sanza nocchiere in gran tempesta,
      non donna di province, ma bordello!

      Elimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. Questo l'intervento originario di Coletti: «È lecita allora la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì, ormai è stata accolta nell’uso, anche se non ha paralleli in costrutti consolidati con l’oggetto interno come li hanno salire o scendere (le scale, un pendio). Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla. Ma certo è problematico definirla transitiva perché la prova di volgere il verbo al passivo (accertata invece ormai per salire, specie nel linguaggio alpinistico col valore di scalare: la cima è stata salita da…) non sembra per ora reggere (la mamma ha seduto il bambino sul seggiolino ma *il bambino è stato seduto sul seggiolino dalla mamma) come del resto non regge per altri verbi in costruzione transitiva non passivabile (per es. si può dire ho dormito un lungo sonno ma non *un lungo sonno è stato dormito da me). Diciamo insomma che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali.»
    Successivamente, poi, l'account Twitter della Crusca, a un utente che chiedeva se l'uso transitivo di questi verbi fosse effettivamente da considerarsi "corretto", ha risposto: «Per la norma da insegnare a scuola no»
    Quindi, da quel che posso dedurre, in realtà, sembra che non ci sia stato nessuno sdoganamento, né nessun "incoraggiamento" alla decadenza della lingua italiana: la Crusca ha semplicemente fatto notare come ci sia un uso attestato di questi verbi in senso transitivo, nel parlato, in certe aree geografiche e certi contesti comunicativi, ma che è comunque da considerarsi in senso causativo, come peraltro riportato da alcuni dizionari (cioè, "far scendere", "far uscire", "far salire", etc.) e che, in ogni caso, la "norma" grammaticale strettamente intesa è un'altra, e quindi un/un'insegnante (che, almeno, nominalmente, agisce proprio in applicazione della "norma"), trovandosi davanti, in un compito scritto, un uso di questo tipo, sarà comunque tenuto a correggerlo, come sempre. Si tratterebbe, banalmente, di distinguere il piano dell' "uso" (non valutabile secondo le categorie di "corretto" o "scorretto"), da quello della "norma".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Oreste,
      il mio pensiero di base rimane uguale: l'Accademia della Crusca un tempo, e gli illustri che presidiavano,non si sarebbero soffermati a trattare argomenti così poveri di senso e significato.Frasi come: "in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali." a mio parere non dovrebbero essere pronunciate in QUEL luogo, da sempre ammirato come IL tempio dell' italiano.

      Elimina