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Audio "Lettera aperta al mio compagno ed a qualsiasi uomo"

domenica 9 febbraio 2020

Anche noi. 10 febbraio, giornata del ricordo.

#sonolavoce

Norma Cossetto (1920-1943)

Norma Cossetto nacque a Visinadia (Istria) nel 1920 e morì il 4 o 5 ottobre del 1943, a soli 23 anni. 
Morì come tante e tanti italiani gettati come spazzatura in una gola profonda, LA FOIBA.
Morì dopo aver subito quello che spesso accade alle vittime di genere femminile, di tutto il mondo, di tutte le guerre, tragedie, Shoah compresa. 
Vittime spesso anche in età puerile o poco più.
Lei aveva solo 23 anni. 
Il 9 settembre del 1943 fu arrestata e condotta insieme ad altri prigionieri nell' ex caserma della Guardia di Finanza  di Parenzo. 
Pochi giorni dopo i detenuti vennero trasferiti nella scuola di Antignana. Lì Norma fu presa e separata dal gruppo, chiusa in una stanza dove le legarono mani e piedi ad un tavolo.Fu STUPRATA  ripetutamente, quel giorno e tutti i seguenti.  
Queste le parole poi riferite alla sorella Licia: "Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi  lamenti invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch'io".








Resti di persone infoibate
La notte fra il 4 ed il 5 ottobre del '43 tutti i prigionieri furono legati con fil di ferro, condotti presso Villa Surani, e scaraventati nelle foibe. I PARTIGIANI lasciarono per ultime Norma ed altre due donne, le stuprarono nuovamente prima di infoibarle.
Norma fu scagliata nel baratro carsico per ultima. 

La sorella la trovò così: mani legate dietro la schiena, golfino aperto sui seni, i vestiti tirati sopra l'addome ed un oggetto di legno appuntito conficcato nei genitali.











Anche noi.

La profonda gola che m'accolse,
sentii il mio ultimo respiro, battito,
e l'ultimo spasmo del mio corpo nell'oscurità avvolse,
la profonda gola che m'accolse 
è meno fredda e buia del vostro cuore dall' odio appesantito.
Eravamo anche noi esseri umani.
Angela De Luca.
  











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